le zoonosi sono malattie infettive trasmesse da cani e gatti agli esseri umani

Cosa sono le Zoonosi e perché sono un pericolo?

In tutte le strutture a uso veterinario, dalla clinica all’allevamento, è importante, oltre che obbligatorio, prevenire e contenere i rischi biologici al fine di preservare l’incolumità del personale e, in secondo luogo, degli animali ospitati.

In questo articolo vedremo i principali esempi di zoonosi che coinvolgono soprattutto cani e gatti e quali sono le possibili azioni volte e prevenire la trasmissione delle infezioni. Continua a leggere.

Zoonosi: cosa sono?

Le zoonosi sono patologie trasmissibili dagli animali all’uomo. La trasmissione da un animale infetto all’essere umano può avvenire sostanzialmente in due modi:

  1. Per contatto diretto: attraverso graffi, morsi, pelo, saliva;
  2. Per contatto indiretto: tramite materiale contaminato (acqua, urina, deiezioni, latte).

L’interesse verso queste patologie è piuttosto recente, dato il crescente numero di animali che vivono in condizioni di randagismo o che sono stati importati da habitat remoti e per lo più sconosciuti.

Tuttavia le patologie zoonotiche riguardano anche gli animali domestici da compagnia e il bestiame bovino e ovino presente all’interno degli impianti zootecnici.

Zoonosi del cane: quali sono le più importanti?

La maggior parte delle zoonosi del cane sono trasmesse all’uomo attraverso parassiti, quali pulci, acari e zecche, oppure a causa di microrganismi patogeni, come batteri, funghi e virus. 

Le principali malattie trasmissibili dai cani sono:

Giardiasi

La Giardiasi è causata da un protozoo flagellato chiamato Giardia lamblia. Si tratta di un parassita intestinale che si trasmette per riproduzione oppure attraverso le feci dell’ospite. Un cane può diventare vettore di questa malattia ospitando sul proprio pelo le cisti del parassita oppure infettando l’ambiente circostante.

Leishmaniosi

La Leishmaniosi si trasmette attraverso la puntura di un parassita, il pappatacio. Il cane è un ospite di questo protozoo il quale, se non debellato prontamente, può trasformarsi in una forma pericolosa anche per l’uomo. 

I pappataci, infatti, sono insetti simili alle zanzare, in grado di trasmettere fastidiose forme cliniche che coinvolgono la cute, le mucose oppure, nei casi più gravi, diversi organi e apparati.

Borrelliosi

La Borrelliosi o malattia di Lyme, invece, è un’infezione veicolata dalle zecche a carico di cute, sistema nervoso, articolazioni e organi interni. I principali ospiti di questa malattia sono gli animali selvatici, come roditori e volpi, ma è frequente anche nei cani.

Provvedere a un’adeguata pulizia del cane dopo la passeggiata, per esempio, è un ottimo consiglio che un veterinario potrebbe dare ai padroni, onde evitare il rischio di contagio.

Leptospirosi

Infine, la Leptospirosi è causata da batteri del genere Leptospira presenti nell’urina e nei tessuti degli animali infetti. Generalmente i cani si ammalano entrando in contatto con terreni o acque contaminati. Per l’uomo l’infezione avviene attraverso piccole lesioni cutanee oppure tramite le mucose di naso, occhi e bocca.

Queste malattie trasmesse dal cane all’uomo sono più comuni di quanto pensi. Alcune di queste patologie, poi, hanno come vettore di contagio non solo i cani, ma anche i felini, nonché i roditori e gli uccelli cacciati dagli stessi gatti.

Nel prossimo paragrafo vediamo quali sono le infezioni che coinvolgono il gatto e in che modo si trasmettono agli esseri umani.

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Principali malattie zoonotiche causate da gatti

Il gatto è solito cacciare uccelli e piccoli roditori ed è proprio per questa ragione che è più facilmente esposto ai batteri e ai virus tipici di queste prede. 

Tra le patologie zoonotiche più comuni che coinvolgono i gatti ci sono:

  1. Bartonellosi;
  2. Salmonellosi;
  3. Toxoplasmosi;
  4. Tigna.

Prevenire l’insorgenza e la diffusione di questi microorganismi è fondamentale per la tutela degli ambienti ad alto rischio di zoonosi. 

Bisogna fare particolare attenzione alle strutture veterinarie che curano e assistono animali debilitati, possibili serbatoi di malattie, ma anche ad allevamenti, colonie e rifugi dove il rischio di focolai è elevatissimo. 

Bartonellosi

La Bartonellosi è una zoonosi virale trasmessa da un batterio chiamato Bartonella Henselae di tipo II. Il serbatoio naturale di questo microrganismo è il gatto che raccoglie sotto le sue unghie o nella bocca tracce del batterio. 

La Bartonella, infatti, contagia i gatti attraverso le pulci infette che si cibano del sangue dei propri ospiti. Il contatto con le feci delle pulci contamina denti e artigli. Attraverso il morso e il graffio questa malattia si trasmette rapidamente anche all’uomo.

Salmonellosi

La Salmonellosi è un’infezione causata dalla salmonella, un batterio che si diffonde attraverso la via oro-fecale oppure con il contatto indiretto con feci o cibo contaminato. Generalmente questa malattia infetta i gatti (e anche i cani) attraverso l’ingestione di carne cruda infestata.

Toxoplasmosi

Tra le malattie trasmesse dal gatto all’uomo più note c’è la Toxoplasmosi. Si tratta di un’infezione causata da un coccide chiamato Toxoplasma gondii che si trasmette attraverso il contatto con le feci infette o con il terreno dove abbia defecato un gatto contagiato. Questa patologia è particolarmente attenzionata dalle donne incinte, poiché il batterio potrebbe trasmettersi al feto e provocare seri danni.

Tigna

Infine, una micosi molto comune è la Tigna. Si tratta di una malattia della pelle determinata da un fungo zoofilo, il Microsporum Canis. Questa spora vive e si moltiplica sul mantello dell’animale. La sua diffusione è favorita dall’umidità e dal calore, il clima perfetto per sviluppare muffe e funghi sulla pelle, ma anche sulle superfici. 

Sottovalutare le malattie zoonotiche del gatto e del cane può essere un rischio. Continua a leggere per sapere perché e come prevenirle.

Malattie trasmissibili dai gatti e dai cani: fattori di rischio e prevenzione

Come anticipato, le strutture veterinarie, ma anche ogni altro ambiente in cui vi è assembramento di cani o gatti, possono diventare focolai di zoonosi pericolose per l’uomo.

Infatti, dove c’è un’elevata concentrazione di animali il rischio biologico è più elevato. Quali potrebbero essere i fattori di rischio in gioco? 

  1. Difficoltà a provvedere a una corretta sanificazione degli ambienti veterinari;
  2. La presenza di liquami contenenti deiezioni ed escrementi favorisce l’insorgere di malattie;
  3. Gli ambienti umidi e caldi sono ideali per la proliferazione di parassiti, funghi e altri microrganismi;
  4. La vicinanza degli animali, che favorisce il contagio di patologie infettive;
  5. Il mancato uso di dispositivi di protezione individuali (DPI), come camici, tute, guanti protettivi, copricalzari ecc…. 

Tutti questi aspetti non vanno trascurati se si vuole prevenire lo sviluppo e la diffusione di malattie zoonotiche e, dunque, proteggere la salute di chi lavora in questi ambienti, nel rispetto del D.Lgs. 81/2008.

La sanificazione di questi ambienti è l’unico modo per prevenire e contenere qualsiasi malattia infettiva che può avere come epicentro proprio gli allevamenti, le colonie e talvolta anche gli studi veterinari. 

Garantire una corretta igienizzazione e disinfezione di tutti questi spazi non solo tutela il benessere degli animali, ma preserva anche la salute delle persone.

Continua a seguire il nostro blog e scopri come proteggere animali e personale dal rischio di malattie e infezioni.

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